Mi piace, entrando in una chiesa, vedere le tovaglie degli altari mosse dall’aria, da un alito lieve di vento. Mi sembra sia più bello che vederle immobili, come pezzi da museo; mi danno la sensazione di un luogo abitato.
Lo Spirito soffia, eccome se soffia. Dove e come vuole, ma continua a farlo, nelle nostre chiese e nelle nostre Chiese. Basta avere la capacità di stare in silenzio e ascoltare. No, non sentiremo voci, non avremo visioni, non vedremo le tovaglie muoversi, ma quel sussurro di brezza leggera ancora una volta ci rinfrescherà.
Quante volte l’ho sentito, ascoltando chi mi parlava, spesso giovani, con la loro vita fresca. Quante volte ho sentito la passione per l’unità e la comunione, di cui i giovani sono portatori alle volte inconsapevoli, ma veraci. Lo senti quando ti parlano dei loro sogni, dei loro progetti, dei loro amori, delle loro vocazioni; quando ti raccontano dei loro viaggi, fatti sopratutto per incontrare persone. Quando parlano della Chiesa come della loro casa.
Così si costruisce il mondo.
Così si costruisce la Chiesa.
Senza contrasti, ma con la certezza che solo una comunione piena ci salverà, comunione con Dio attraverso lo Spirito Santo e, come conseguenza, tra di noi.
Soffia, Spirito, muovi le nostre tovaglie, scuotile se necessario. Con ritmi diversi, con colori diversi, con movimenti diversi, che però tutti Tu sai accordare.
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