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La Parola per oggi

Per i mercoledì dei giovani, dopo Letizia e Chiara, oggi la parola a Mauricio Caramori, che ringraziamo di cuore!

Il vangelo di oggi ci propone la parabola della vite e dei suoi tralci. Si tratta di una parabola ormai sentita più e più volte, a tal punto che rischiamo di non ascoltarla e analizzarla con la dovuta attenzione.

Il signore ci dice: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. […]Io sono la vite, voi i tralci”. Gli attori dunque sono tre: agricoltore, vite e tralci, e le relazioni che ci sono tra di loro ci vengono descritte in modo molto chiaro.

«Ogni tralcio che in me non porta frutto, (l’agricoltore) lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto»: è una descrizione chiara ed esaustiva di ogni relazione tra padre e figlio, se basata sull’amore, dove l’intervento dell’adulto ha lo scopo di aiutare, sostenere e accompagnare la crescita del figlio, non plasmandolo a suo piacimento ma amandolo così com’è.

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla»: i tralci sono per definizione i rami della vite, senza di essa dunque non potrebbero esistere, e viceversa la vite senza tralci non può portare frutti. Così è la nostra relazione con Gesù: lui si è fatto uomo per essere con noi, come noi, e si è donato per farsi carico dei nostri peccati. Quale miglior modo dunque di portare frutto se non affidarci a lui?

Il mio augurio allora è che questo breve vangelo ci aiuti a riscoprire questa relazione basata sull’amore gratuito, che come spesso succede tendiamo a dare per scontata e a non dare il giusto valore finché non ne siamo privati, così come in un certo senso sta succedendo ad alcuni di noi in questo periodo in cui non possiamo celebrare la messa insieme.  

Leggi la Parola di oggi

Ammira il mosaico dell’albero della Croce in san Clemente a Roma

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