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La Parola per oggi

Via, verità e vita: così oggi Gesù si propone a noi. Facile crederlo a parole. Ma poi? Come facciamo a far sì che la nostra vita sia compenetrata dalla sua in tal modo che Egli sia per noi davvero la Via, cioè il modo quotidiano per giungere alla Verità e infine a vivere la nostra vita nella Sua? (Cfr. Gal 2,20 e un commento di Paolo VI già postato sul nostro sito).

I padri del deserto ci raccomandano il silenzio e la preghiera continua, che non è una sequela ininterrotta di PaterAveGloria, ma lo stare del cuore alla presenza continua di Dio per mezzo di Gesù, il Cristo.

Così Esichio il Sinaita, abate (igumeno per utilizzare la terminologia ortodossa) del monastero di Batos sul Sinai, vissuto tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo, ci istruisce nel suo Discorso sulla sobrietà e la virtù, 98:

«Per la continua invocazione ed il continuo ricordo del Signore nostro Gesù Cristo si realizza nella mente una specie di tranquillità divina, purché non trascuriamo la preghiera continua a Lui, la sobrietà senza tregua e l’opera di vigilanza. Invero, cerchiamo di compiere in modo sempre uguale ed in modo proprio l’invocazione di Gesù Cristo nostro Signore, gridando con cuore fervente cosicché possiamo aver parte a gustare il santo Nome di Gesù. La continuità, infatti, sia per la virtù che per il vizio, è madre dell’abitudine e l’abitudine poi ha forza al pari della natura. Poi, la mente, che giunga a tale tranquillità, insegue i nemici come il cane che caccia la lepre nelle boscaglie.Il cane per divorarla, la mente per annientarla».

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