Se dovessi scegliere
una reliquia della Tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi fino a terra,
non alzando mai lo sguardo oltre il polpaccio per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell’ateo, del drogato,
del carcerato, dell’omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego più,
in silenzio,
perché tutti capiscano il tuo amore
nel mio.
Madeleine Delbrêl
Questa celebre poesia di Madeleine Delbrêl sempre mi interroga. Oggi più che mai. Mi vengono in mente medici, infermieri, OSS, personale ospedaliero e tutti coloro che hanno che fare con i malati di Covid e con le loro famiglie, che girano il mondo con il loro catino e che lo sguardo oltre il polpaccio lo alzano eccome. Lo fanno però non per capire se la persona malata sta loro simpatica, o se merita le loro cure. Lo fanno perché quello sguardo può diventare terapeutico, per gli uni e per gli altri. Poi, però, tornano a volgere lo sguardo sotto il polpaccio, perché tutti “meritano” la salute.
E quante altre categorie di persone mi vengono in mente: insegnanti, suore, psicologi, negozianti, preti, padri, madri, figli…tutte le categorie mi vengono in mente. Perché tanti sono quelli che non alzano lo sguardo, ma che dicono l’Amore con il loro agire solo perché all’Amore credono.
Di più: qualcuno merita l’amore e qualcuno no? Gesù ha lavato i piedi a Giuda e a Pietro, sapendo…
Buon Triduo santo.