parrocchia-pollone-diario02-min

La Parola per oggi

Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48

Il perdono non deve essere qualcosa di occasionale, di eccezionale, ma deve diventare un saldo elemento costitutivo dell’esistenza e principio sempre operante dell’uno nei riguardi dell’altro. Devi padroneggiare ugualmente la risposta del tuo cuore all’ingiustizia patita e renderti realmente libero. Il perdono rinunzia senz’altro alla punizione dell’altro. Con ciò il perdono, abbandonato il principio della corrispondenza di dolore a dolore, di danno a danno, di pena a colpa, entra nel regno della libertà. Si crea ordine, non più però alla rigida stregua di pesi e misure, ma in virtù di un superamento creatore. Il cuore si allarga […].

Ora l’uomo è figlio di Dio. Dunque il suo perdono scaturisce dal perono del padre celeste. Chi perdona è simile al Padre. Facendo così, hai persuaso l’altro a capire il suo torto; creando con lui l’armonia del perdono, «hai guadagnato il tuo fratello». Allora torna a fiorire la fraternità. Per chi la pensa così, nessuno è più prezioso del suo vicino e il saperlo nel torto lo tormenta – come contrista Iddio il peccatore che si allontana da lui […].

Cristo […] è il perdono vivente. Egli non ha cancellato semplicemente la colpa, ma ha restaurato la vera giustizia. Ha distrutto quanto di più terribile era accumulato, prendendo sopra di sé ciò che avrebbe dovuto gravare sul debitore […]. Noi viviamo dell’opera redentrice di Cristo, ma non possiamo godere della redenzione senza attuarla.

R. Guardini, Il Signore, Brescia, 2005, 395 – 401

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest