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La Parola per oggi

Gio 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

Un segno. Questo chiedono i contemporanei di Gesù. Se Gesù è risorto, anche noi siamo suoi contemporanei: allora forse anche noi siamo tra i “rimproverati” dal Vangelo di oggi o almeno tra gli ammoniti. Forse anche noi non chiediamo segni dal cielo, messaggi “oggettivi” della presenza e dell’opera del Signore? «Io lo prego ma forse lui non guarda giù, o guarda da un’altra parte» (peraltro come se Dio fosse in un qualche su): quante volte sentiamo questa frase o forse siamo tra gli stessi che la pronunciano…

Mi ha sempre molto colpito che i monaci cistcercensi facciano voto di conversione continua; verrebbe da chiedersi se una vita obbediente, povera e casta e sotto una Regola molto stretta non sia sufficiente alla conversione. Eppure “Pietà di me o Dio, secondo la tua misericordia, nel tuo grande amore cancella il mio peccato…e via via tutto il salmo 50” sentiamo ogni mattina iniziando il loro ufficio, segno orante del loro voto.

La conversione richiesta da Gesù non sarà forse quella del passare da un volto di un dio che deve farsi vedere e sentire al volto del Dio di Gesù di Nazareth, «colui al quale apparteniamo», scrive l’abate generale dei cistercensi nella sua lettera di quaresima? Un Dio da accogliere nella nostra vita, per imparare da lui ad amare, accogliere, «vivere con sobrietà, giustizia e pietà»? (Tm 2,12)

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