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La Parola per oggi

La bellezza di un incontro: possiamo definire così il cammino quaresimale. Se qualcuno ci dicesse che per incontrare un amico sono necessarie delle regole, saremmo forse portati a considerare tale persona come formalista, rigorista o qualcosa del genere. In realtà tutti sappiamo che avrebbe ragione. Provate ad incontrare qualcuno di caro senza porvi dei punti fissi: rischierete di non incontrarla affatto, di averla vista ma di non essere entrati in nessuna relazione con lei. Possiamo parlare ore e ore con qualcuno senza voler stabilire nessun rapporto con lei. Peggio ancora: possiamo illuderci di averlo fatto e poi accorgerci che non sappiamo nulla di vero di quella persona.

Così è con Dio: possiamo pregare e andare a messa senza incontrarlo; basta essere a quell’appuntamento quotidiano o domenicale osservando orari e riti, ma non essendoci con il cuore. Attenzione: è più facile di quel che pensiamo!

Possiamo credere di voler bene a qualcuno (è il senso dell’elemosina) solo perché compiamo un gesto esteriore di carità, ma senza la volontà di comprometterci con quelle persone, non prendendo nulla delle loro sofferenze (Emmanuel Lévinas scriveva che l’unico senso della sofferenza è il soffrire con l’altro, la sofferenza per ridurre il soffrire altrui; questo – proseguiva – è la più grande dignità dell’uomo). Gesù toccava le persone per guarirle: questo era il gesto della compassione, del suo mettere la sua vita con la vita degli altri.

Possiamo anche digiunare e astenerci da molti beni e pratiche, ma se questo non produce un distaccamento da essi, avremo digiunato e ci saremo astenuti invano, perché alla fine di queste prassi saremo ancora più ingordi di ciò a cui abbiamo rinunciato, non avendo fatto alcuno spazio a Dio.

Mettere il cuore, creare una relazione vera con Dio e a partire dalla consapevolezza del suo amore per noi, essere uno con i fratelli: questo Gesù chiama “conversione”.

Don Oreste Benzi la chiamava rivoluzione.

Chiamala come vuoi, ma sappi che mai ti sei convertito una volta per tutte, mai hai iniziato una rivoluzione definitiva. Per questo è necessaria, tutti gli anni, la Quaresima. Per ritrovare il mistero pasquale che ci abita fin dal nostro Battesimo.

Lasciati coinvolgere totalmente da Dio, compromettiti con lui. La tua vita sarà tutta un’altra cosa, una storia piena: “convertiti, e credi nel Vangelo”!

Un quadro per pensare e per pregare

«Il fatto che un gran numero di persone rimanga profondamente turbato e pianga quando si trova di fronte ai miei dipinti, dimostra che riesco ad entrare in contatto con quelle fondamentali emozioni umane» M. Rothko
Mark Rothko, Untitled, 1951. Olio su tela, 11,2 x 9,5 m. Washington, National Gallery of Art.

Nel maggio del 1950 il Met di NYC organizzò una mostra sull’arte contemporanea americana, dalla quale furono esclusi tutti coloro che appartenevano alla cosiddetta Scuola di New York. Tra loro c’era Mark Rothko, esponente principale del Color Field. Propongo ad esemplificazione una sua opera. In essa, come nelle altre, possiamo ritrovare il concetto guida di questo artista statunitense, che si proponeva di sviluppare un nuovo concetto di spazio pittorico, delimitato, essenziale, ridotto a pochi colori (che man mano andranno sempre più scurendosi, a testimonianza che la sua personale ricerca metafisica finì in un tragico non trovare ciò che cercava). Egli, pur senza mai aderire formalmente dal punto di vista artistico ad una visione religiosa, dedicò tutta la sua vita a contemplare quello spazio infinito e ideale, che a volte gli si manifesta come cielo puro e rasserenante, altre volte sembra esplodere in bagliori di luce mistica. Stando davanti alle sue opere e volendoci entrare, ci si trova di fronte ad una teofania: i valori percettivi dei suoi quadri vogliono provocare reazioni emotive e inconsce. «Il fatto che un gran numero di persone rimanga profondamente turbato e pianga quando si trova di fronte ai miei dipinti – scrive Rothko – dimostra che riesco ad entrare in contatto con quelle fondamentali emozioni umane». Come la conversione quaresimale…

https://www.artesvelata.it/mark-rothko/

Se vuoi approfondire e hai 1 ora e 50 minuti di tempo, guarda questo bel documentario su Mark Rothko e Ugo Mulas

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