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La Parola per oggi

Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9; Sal 99; Lc 21,20-28

«È caduta, è caduta Babilonia la grande,
ed è diventata covo di demòni,
rifugio di ogni spirito impuro,
rifugio di ogni uccello impuro
e rifugio di ogni bestia impura e orrenda»
.

«È Roma. […] In questo nostro momento storico c’è un altro imperatore, un’altra Babilonia. Una legge comune regge gli avvenimenti della storia ed è la legge di un potere fondato sull’idolatria delle cose che comandano. Quindi non è un passato o un presente, un futuro, ma è un modo di essere verso il qualche si esercita la contrapposizione del cristiano. L’importante è che noi cristiani portiamo avanti la realtà antica che è sempre nuova perché è quella definitiva: i cieli nuovi e la nuova terra dove regna la giustizia di Dio e dove Dio è Padre e non lo è l’imperatore». don Oreste Benzi

Se vuoi ascolta Louange a l’eternitè de Jesus, nella versione di Yo-Yo Ma e Kathryn Stott, da Quatuor pour la fin du Temps, di Olivier Messian, di cui abbiamo già parlato qui. In questo tempo del quartetto Gesù è inteso soprattutto come il Verbo. Una grande frase, infinitamente lenta, di violoncello, magnifica con amore e riverenza l’eternità di questo Verbo dolce e potente, che gli anni non possono consumare. Maestosamente la melodia s’appiana, in una sorta di lontananza tenera e somma. “In principio era il Verbo, e il Verbo era in Dio, e il Verbo era Dio”…

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