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La Parola della domenica

Sap 6,12-16; Sal 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13

Dieci vergini, cinque hanno olio di riserva per le lampade con cui accompagneranno lo sposo alla casa della sposa e cinque no. Cinque sono sagge, sapienti, “si sono alzate di buon mattino e hanno trovato la Sapienza sedute ad aspettarle” (cfr Sap. 6,12 – 16) e cinque hanno pensato di poter bastare a sé stesse: il peccato originale…non ho bisogno di altri che di me, troverò in me l’olio che mi serve…ah si?!

Quando lo sposo (lo Sposo, fuor di parabola) arriva, è un disastro per quelle donne stolte: olio non c’è né più e nessuno può rifornirle. Già, perché l’olio è la tua volontà di essere con Dio, sono le tue buone opere, è la tua capacità di attesa della luce oltre il buio: è il tuo “divenire” te stesso; nessuno può sostituire questo processo personale.

Ma lui, lo sposo, arriva sempre ed è desideroso di incontrarti, vuole far festa di nozze con te, vuole farti entrare nella stanza nuziale, preparata per te con la Croce ed il Sepolcro vuoto: come vigilerai nell’attesa di incontrarlo? Anzi, quali saranno i modi in cui lo puoi incontrare nella vigilanza?

Oggi ne indico tre, ma ce ne sono tanti altri.

La preghiera, assidua, attenta, vigile, amorosa; la comunità, quella che non ti sei scelto, quella che ti è stata donata, con i suoi membri che ti stanno più a genio e quelli con cui fai più fatica; i poveri, quelli che stanno aumentando a causa della crisi provocata dalla pandemia.

Sii vigile: il Signore spesso ti viene incontro nelle situazioni e in chi meno ti aspetteresti!

“Vegliate, non sapete né il giorno, né l’ora”.
Orologio del campanile della chiesa parrocchiale di Pollone

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