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Date loro voi stessi…

Photo by Riccardo Annandale on Unsplash

Dal libro di Isaia 25,6-10a.

In quel giorno, il Signore eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: “Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato”.

Dal Vangelo secondo Matteo 15,29-37

In quel tempo, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là.
Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.
E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada».
E i discepoli gli dissero: «Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Ma Gesù domandò: «Quanti pani avete?». Risposero: «Sette, e pochi pesciolini».
Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra,
Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene.

La condizione disonorevole del popolo che sarà eliminata dal Signore nel giorno della sua venuta ha una radice: la condivisione dei beni, materiali e spirituali, che è un aspetto della comunione dei santi che professiamo nel Credo. Così l’invito pressante di Isaia e di Giovanni in questo tempo di avvento ad abbassare i monti e colmare le valli ha un duplice aspetto, come due facce di una sola medaglia: l’aspetto spirituale e quello materiale. Non potremo colmare le valli dell’ingiustizia se non colmiamo le valli del nostro peccato, delle nostre passioni negative (ira, superbia, idolatria di noi stessi…); la condizione perché questo avvenga è che siamo capaci di uscire da noi stessi e di accorgerci dei bisogni dei fratelli, come ci insegna il Vangelo di oggi che inizia con Gesù che sale sul monte, il luogo della preghiera per eccellenza. Come a dire: o lasci entrare Dio nel vuoto che hai fatto dentro di te per lasciargli spazio o ti illuderai di seguire il Cristo per una via di verità. Anche così viviamo l’avvento.

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