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Come fuoco

Photo by CHUTTERSNAP on Unsplash

Dal libro del Siràcide (48, 1-4.9.11)

In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco;
la sua parola bruciava come fiaccola.
Egli fece venire su di loro la carestia
e con zelo li ridusse a pochi.
Per la parola del Signore chiuse il cielo
e così fece scendere per tre volte il fuoco.
Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!
E chi può vantarsi di esserti uguale?
Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
su un carro di cavalli di fuoco;
tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
per placare l’ira prima che divampi,
per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
e ristabilire le tribù di Giacobbe.
Beati coloro che ti hanno visto
e si sono addormentati nell’amore.

Sal 79

Tu, pastore d’Israele, ascolta.
Seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

+ Dal Vangelo secondo Matteo (17, 10-13)

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

«In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco!» Il fuoco è quello dell’amore di Dio, che arde in ciascuno di noi: oggi scelgo di commentarlo con alcune frasi prese dalla lettera che frère Roger di Taizé scrisse all’inizio del Concilio dei giovani, indetto dalla sua comunità e aperto il 30 agosto 1974.

«Con il popolo di Dio, unito agli uomini di tutta la terra, sei invitato a vivere l’insperato. Se sei da solo, come potrai conoscere la manifestazione di Dio? Troppo abbagliante per esser visto, Dio è un Dio che acceca lo sguardo. Il Cristo, capta il suo fuoco».

«Per far sentire la voce degli uomini senza voce, per promuovere una società senza classi, che cosa può fare un uomo da solo? Con l’intero popolo di Dio, collettivamente, è possibile accendere un fuoco sulla terra»

«Conosciuto o meno, il Cristo è là, vicino ad ognuno. È tanto legato all’uomo che abita in lui, anche a sua insaputa. Vi si trova come un clandestino, fuoco bruciante nel cuore dell’uomo, luce nell’oscurità»

«Il Cristo non annulla l’uomo di carne e di sangue. Nella comunione con lui non c’è posto per le alienazioni. Non infrange ciò che esiste nell’uomo. Non è venuto ad abolire, ma a compiere. Quando ascolti, nel silenzio del tuo cuore, egli trasfigura le cose che in te sono più inquietanti. Quando sei circondato dall’incomprensibile, quando la notte si fa densa, il suo amore è come un fuoco. A te fissare lo sguardo su questa lampada accesa nell’oscurità, finché appare l’aurora e il giorno inizia a farsi nel tuo cuore.»

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