Agnello De Chirico

La Parola per oggi

Ap 5,1-10; Sal 149; Lc 19,41-44

Il leone, il germoglio e l’Agnello; così potremo intitolare questa breve meditazione. Nel versetto 5 del capitolo odierno Giovanni piange perché non si è trovato nessuno che possa aprire il libro della storia, sigillato con sette sigilli. (In parallelo il Vangelo ci presenta Gesù che piange su Gerusalemme che non ha riconosciuto l’Agnello, la Salvezza in mezzo ad essa.) Tornando al passo dell’Apocalisse, vediamo Giovanni consolato da uno degli anziani, che gli comunica che sarà il Leone della tribù di Giuda e il Germoglio di Davide a farlo. Leone e Germoglio sono due immagini antitetiche, che rappresentano la forza e la delicatezza, la capacità distruttiva (verso il male in questo caso) e la vita nascente. L’immagine dell’Agnello è di grande forza sovversiva: mite e innocente, sgozzato, pasce un popolo immenso: il Cristo è colui che ha vinto il male e nel quale rinascono tutte le cose; «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5). è colui che è degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché ha riscattato per Dio, con il suo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (cfr. Ap 5, 9). Egli è insieme fortezza e delicatezza, origine e novità. In Lui noi sappiamo che abbiamo già vinto il male, a patto che non ci lasciamo dominare da esso e dalle sue virtù (negative): cattiveria, invidia, orgoglio, incapacità di sperare, egoismo, negazione di Dio…

C’è qui un programma di vita cristiana, regolata dalle virtù. Fortezza e temperanza sono due di esse: la prima è quel particolare tipo di forza che si mette in atto nella ricerca della verità, nel resistere alle lusinghe e alla tentazione dei beni di natura inferiore; nel perseverare lungo la via stretta e malagevole, quando si sia individuato in essa, però, l’itinerario che ci porta alla pienezza dell’Essere e, quindi, alla nostra realizzazione come persone. La temperanza invece, secondo san Tommaso d’Acquino risiede nell’accordo dell’anima con il Bene in sé e, pertanto, nel giusto rapporto fra ciò che è di questo mondo e la Patria lontana, alla quale la nostra parte più vera aspira a fare ritorno.

Oggi sarai saprai essere leone, agnello e germoglio?

Immagine: Giorgio De Chirico, litografie per l’Apocalisse, 1940

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