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La Parola per oggi

«In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati». Così oggi Gesù rimprovera chi lo sta cercando solo per il cibo che pur egli dà senza misura e in un certo qual modo ammonisce anche noi.

Uno dei vescovi ausiliari di Roma, mons. Libanori, ha scritto ai suoi preti delle parole che sembrano commentare questo brano, ma anche il tempo che stiamo vivendo, con la richiesta di alcuni che alle volte sembra non scaturire da una fede così matura: «Stiamo assistendo a una «domanda di Eucaristia» che può esserci di conforto (la CEI ha opportunamente emanato a questo proposito utili indicazioni). Quasi sempre la richiesta esprime un desiderio che è frutto di una vita spirituale intensa. Ma l’atteggiamento di alcuni, senz’altro in buona fede, ci fa comprendere che vi sono degli aspetti importanti da mettere a fuoco.

Nella richiesta troppo insistente dell’Eucaristia non di rado c’è una fede sincera… ma non matura. Si dimentica che la salvezza viene dalla fede e non dalle opere, benché sante, sicché ci si affida alle buone pratiche senza confidare in Dio, al punto da stimare i suoi doni più di Dio stesso. Come bambini, si afferra avidamente il dono senza ascoltare le parole amorose di chi lo porge. Si è concentrati più sul proprio grido che sul volto di Colui che si china per ascoltarlo. Questo ci dice che c’è un grosso lavoro da fare per aiutare i fedeli a cogliere il senso e la profondità del Mistero eucaristico e si possono sperare grandi frutti da una catechesi ben fatta. Intanto però occorre ricordare a tutti che il Signore è realmente presente con il suo Spirito tra coloro che sono riuniti nel suo Nome; è presente nella Parola e continua realmente a «nutrire» chi la legge e la medita; il Signore vivo si fa prossimo nel povero e nei bisognosi. Il Signore è nel desiderio stesso dei sacramenti. Ma soprattutto ha la sua dimora in colui che osserva i suoi comandamenti e condivide i suoi sentimenti, senza i quali neppure la comunione frequente può portare frutti di vita eterna». (Pubblicato in La civiltà cattolica, Quaderno 4076, Anno 2020, Volume II, pagg. 163 – 176).

Il commento di oggi proseguiva in modo diverso (i commenti non li preparo giorno per giorno, ma prima, da bravo scolaro ben organizzato!). Alla luce delle dichiarazioni del presidente del consiglio di ieri sera, mi sento in dovere di cambiarlo. In tanti abbiamo sopportato la mancanza dell’Eucarestia comunitaria e lo abbiamo fatto in nome della salute pubblica. Ci siamo fatti tutte le domande di cui sopra sulla fede matura o meno. Adesso però tocca farci un’altra domanda: non è che chi prima ci chiedeva insistentemente la messa, lo facesse anche in modo un po’ profetico? Permettere tutta una serie di attività e non la messa è miopia gravissima: quel momento comunitario si sarebbe potuto permettere con le dovute precauzioni di distanza e d’igiene, e avrebbe contribuito a ricostruire legami, rafforzare la speranza, dare ragioni per costruire un futuro diverso, allentare le tensioni sociali.

Governo, ti sei perso un’occasione d’oro in nome di non sappiamo bene quali ragioni.

Ah, continuate pure ad andare dal tabaccaio: la morte si può acquistare per decreto legge.

Leggi la Scrittura per oggi

Ascolta un brano eucaristico preso da una preghiera di sant’Ignazio di Loyola, Anima Christi, musicato ma mons. Marco Frisina.

Leggi il comunicato di ieri sera della CEI.

Leggi tutto l’intervento di mons. Libanori.

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