Due donne sono le protagoniste dell’odierna liturgia della Parola: Susanna, casta, e un’anonima donna, “sorpresa in flagrante adulterio”, dice Giovanni. Due donne, una libera e una schiava, del peccato o di un uomo. Sì, perché non ci viene detto la ragione del suo adulterio: se fosse stata obbligata? Nulla di più facile al tempo di Gesù. Nulla di più facile, purtroppo, anche oggi. Entrambe, la libera e la schiava liberate da due uomini: Daniele, uomo di Dio e Gesù, Figlio di Dio. Etrambe, dunque, liberate da Dio.
In entrambi i casi Dio interviene, perché non può sopportare la schiavitù. Egli vuole che i suoi figli siano liberi, nella verità. Liberi cioè non per fare ciò che vogliono, ma per essere ciò che da sempre sono: figli e non schiavi! “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” sentiremo dire a Gesù mercoledì. “Cos’è la verità?”, dirà Pilato venerdì della prossima settimana, un Venerdì particolare di una Settimana particolare.
Potremmo accontentarci di una definizione dogmatica: la Verità è Cristo. Giusto. Possiamo invece andare oltre e scoprire che quella Verità la vivo nella mia vita ogni volta che mi sottraggo a catene che non mi rendono me stesso, che è esattamente ciò che Cristo vuole. Come Susanna, che piuttosto che accondiscendere a ciò che non è, una prostituta, sceglie la morte. Come la donna del Vangelo, che non si ribella alla legge del suo tempo ma quando incontra il Cristo, capisce che non è fatta per l’adulterio, ma per la fedeltà. Al marito, alla vita, ai suoi figli, alla terra, a Dio.
Come Maria, che vive la sua verità di appartenere totalmente al Padre tanto da generare attraverso lo Spirito il Figlio ed essere così incoronata come prototipo della Donna libera, perché vivente per sempre in Dio.
Come chiunque cerchi di seguire, nonostante le insidie del peccato, la vita in Cristo. https://urly.it/3539r
Qualche suggestione: Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, Susanna e i vecchioni, Gemäldegalerie Kunsthistorisches Museum, Vienna: https://urly.it/3539g; un simpatico valzer che ci solleva un po’ in questi giorni, con le sue atmosfere di inizio ‘900, tratto dall’omonima operetta di Jean Gilbert, : https://urly.it/3539m. Da non dimenticare, anzi da apprezzare forse per prima, l’omelia 33 di sant’Agostino (con riferimento particolare al punto 5) https://urly.it/353c8.