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La Parola per oggi

“Per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri”. Il brano odierno del Vangelo introduce la parabola del fariseo e del pubblicano specificando che Gesù la pronunciò non per tutti. La disse infatti per quella categoria di persone che si pensa intimamente giusta. Ora di queste persone è pieno il mondo: basta aprire un social per leggere di convinzioni irremovibili, proprie di chi sa la verità perché erge se stesso a verità. Il problema è duplice: porsi come metro di giudizio e disprezzare gli altri. Quale dei due atteggiamenti è più grave? Mettendo nella frase pronunciata da Gesù l’uno e l’altro atteggiamento sullo stesso gradino del podio, il Vangelo non sembra dare una gradualità.

Poiché Gesù ha denunciato questo modo di essere, dobbiamo dunque pensare che chi si atteggia in quel modo vada stigmatizzato e, come avviene ormai per chiunque dica la sua (seppur magari palese fregnaccia), disprezzato? No, perché Gesù va oltre: ama. Ama anche queste persone. È vero che egli le rimprovera, ma perché le ama (Ap 3,19), indicando come esemplare l’atteggiamento del pubblicano che riconosce i propri peccati.

Riconoscere i nostri peccati in questo tempo di Quaresima e in questo tempo di isolamento forzato è l’esercizio più bello che possiamo fare per dimostrare di amare Dio e il prossimo. Solo così saremo liberi da ogni presunzione di giustizia di noi stessi.

Ancora una volta Gesù ci indica un atteggiamento di chi “fa” misericordia e non solo se ne riempie la bocca. Anche nei confronti della fastidiosa intima convinzione di sapere e fare bene. Insomma, ancora oggi ci dice: “Va’, e anche tu fa’ lo stesso”. (Lc 10,37). https://vangelodelgiorno.org/IT/gospel

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