Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30
«Ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo,
per far risorgere la terra,
per farti rioccupare l’eredità devastata,
per dire ai prigionieri: “Uscite”,
e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori”».
Dio fa alleanza con l’uomo ponendolo nel giardino di Eden, comunicando in questo modo a tutti la loro altissima dignità di figli liberi e amati, ma l’umanità, l’adam, fa di testa sua, disobbedisce. Dio allora fa alleanza con Israele, ponendolo come luce delle nazioni, per dire a tutti che solo nella vita filiale di ascolto di una Parola che ci conosce intimamente perché ci ha creati noi viviamo nella pienezza, ma Israele disobbedisce.
Da ultimo Dio manda il suo Unigenito Figlio, il Cristo, per dimostrare con la propria esistenza terrena che Egli questa alleanza, che si esprime anche sotto forma di condanna del male, di giudizio, la vuole rinnovare ostinatamente: «In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo».
La quaresima ci aiuti a lottare come Giacobbe con Dio, perché non vinca il nostro io.
Immagine: Giacobbe lotta con Dio, Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Olio su tela, 1610.